Ancora parlo

Avvoltoio3A volte, penso che avrei dovuto e anche potuto fare altro nella vita. Invecchiare: ecco di cosa ha paura l’essere umano che non va alla guerra per morire prima e levarsi questo impiccio di pensiero di dosso. È qualcosa, come un prurito sopra il fondoschiena, di fastidioso, ma anche di monotono e ripetitivo, questa nausea che ho per tutto ciò che è vivo.
Bilancio. Bilancio di una carriera, senza fama né gloria. Non aspiravo ad arrivare in alto per puro ego personale, ma in qualche modo perché pensavo che da lì sopra potessi diffondere il mio messaggio con più voce e frequenza: come un urlo lanciato dal picco di una montagna che si moltiplica in centinaia di eco. Invece, racchiuso e soffocato nella mia stanza, dietro le sbarre del mio studio, nella mia accogliente casa è come stare in prigione, come stare in prigione. E quando la voce si strozza nel cuore ancor prima che nella gola, è impossibile proseguire. Il futuro si fa nero, l’orizzonte davanti gli occhi diventa caverna. Eterna la notte.
Scrivere. Ecco: adesso ho paura persino a scrivere. Paura che la mia vita diventi libri e che i libri si trasformino in pagine ingiallite. Un cumulo di carte inutili a rappresentare il mio passato. Poi, prendere un cerino e farne un falò. Ecco: brucerò tutto e vedendolo ardere, così la mia vita vedrò scomparire. Odore di brace, terra secca, aria fredda. I sensi non sono più in grado di darmi retta.
Qualcuno mi ha chiamato poeta, un giorno; ma come muore un poeta? Muore come tutti gli altri, come un animale di cui ai vivi non interessa il destino. Se c’è un destino, oltre il cielo. Vero è questo mio disgusto per tutto ciò cui aspiro, anche se non arrivo, il traguardo è già segnato. Allora mi accorgo sì di aver giocato tutta una vita a fermare sulla carta meteore che cadono dal cielo. Cosa vuoi che sia un’istantanea? Non ci dice né il prima né il dopo di quella stella, anche se lo lascia immaginare.
T’immagini tu cosa ne sarà di me, dopo? Io che sono apparso e poi scomparso; per un solo attimo mi hai visto brillare. Allora tieniti la tua fotografia, il mio bagliore, un bel ricordo. Il resto, finiremo entrambi per dimenticarlo.
Ancora parlo? Sì, ancora parlo.

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